Gianni Musy

Da Enciclopedia del Doppiaggio.it.
« Quando doppiai Richard Harris in San Giovanni - L'apocalisse ebbi un momento di grande commozione tanto fui preso dalla scena...si accese la luce in sala e piangeva l'assistente, il regista e io stesso. È doppiaggio? No, è una specie di magia che accade. »
(Gianni Musy intervistato da Andrea Razza, 30 agosto 2011)

(Gianni Musy doppia Ian McKellen nel film Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello, nel 2001 )

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Gianni Musy
© Foto per gentile concessione della famiglia Musy


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Giovanni Musy, a volte indicato con lo pseudonimo di Gianni Glori (o italianizzato in Gianni Musi) (Milano, 3 agosto 1931 – Mentana (RM), 7 ottobre 2011), è stato un attore, doppiatore, poeta, scultore, pittore italiano.

Figlio degli attori Enrico Glori e Gianna Pacetti, padre delle attrici e doppiatrici Stella e Mascia Musy.

Poesia autografata di Gianni Musy, con dedica allo storico del doppiaggio Gerardo Di Cola

Scheda a cura di Andrea Razza

Indice

Il talento nell'arte e il primo incontro con il mondo dello spettacolo

Gianni Musy, con Carlo Verdone, sul set di Compagni di scuola (1988)

Discendente dall'importante casato francese dei Musy insediatosi a Napoli, è di origine fiorentina e nasce curiosamente nello stesso giorno e alla stessa ora del padre, Enrico Musy, famoso attore di teatro, cinema e televisione. Enrico, costretto dal padre - importante Presidente di Corte di Cassazione e contrario alla carriera artistica per i suoi figli - ad adottare il nome d'arte di "Enrico Glori", é tra gli attori più presenti negli sceneggiati televisivi della neonata televisione; definito spesso come "il cattivo dello schermo" per la caratterizzazione che propone del personaggio crudele di Arturo Gride, cinico usuraio in Le avventure di Nicola Nickleby (1959) di Daniele D'Anza e di Don Rodrigo ne I promessi sposi (1941) di Alberto Camerini. Anche Federico Fellini lo sceglie per un ruolo in quelle corde: è il cattivo nella scena dell'orgia de La dolce vita (1960). Anche la madre di Gianni, Gianna Pacetti, é un'affermata attrice, che per quattordici anni reciterà con Ruggero Ruggeri e si dedicherà sporadicamente anche al cinema.[1].

Il richiamo del palcoscenico per il giovane Gianni, quindi, non poteva non farsi sentire. Abbandona gli studi presso l'Accademia di Belle Arti di Roma e decide di dedicarsi totalmente alla recitazione. Si presenta alla Lux Film e Luigi Zampa decide di prenderlo per la parte del figlio di Anna Magnani ne L'onorevole Angelina (1947). Gianni, poco più che adolescente, ha già alle spalle alcune pellicole ma è il primo ruolo dove deve condividere una scena con un'attrice importante, per di più reduce dal successo di Rossellini Roma città aperta (1945). La parte non è facile. Il copione prevede due sonori ceffoni al figlio sedicenne, e la Magnani avvisa il giovane Musy con tutta la sua veracità romana: «A regazzì, e io mo du' sberle te e' devo dà. Statte attento e nun te move!»[2].
Gli schiaffi arrivano ma arriva anche il successo: entra così nelle più importanti compagnie di teatro dagli anni '50 in poi. Nel cinema, dove ha esordito giovanissimo in Oro nero nel 1942, é diretto dai maggiori registi italiani, recitando con tutti i più grandi attori, tra i quali Eduardo De Filippo e Totò; se nel commediografo coglie una certa malinconia, quasi da psicanalista della società umana, con il principe della risata l'atteggiamento è decisamente più leggero, perché Totò è solito interrogare il giovane Gianni con i quesiti più improbabili durante le pause: «Guagliò, tu ca' si giovane, spiegami perché quando lanciano la bomba atomica l’uommene cascano 'n terra e l’ombra resta 'n faccia 'o muro»[3].
Come per il padre, rimane memorabile la caratterizzazione del personaggio di Will "Senzalegge" in La freccia nera (1968) che Musy propone per l'ormai matura televisione, dove é diretto dal padre degli sceneggiati, Anton Giulio Majano. Nel 1988 Carlo Verdone decide che per la parte di suo suocero in Compagni di scuola ha bisogno di un attore di «un certo peso», il pensiero va subito a Gianni Musy, alza il telefono e gli propone poche pose, in una caratterizzazione breve ma tra le più ricordate dell'intero film. Per la sua interpretazione di Tommaso Buscetta nel film Giovanni Falcone (1993) di Giuseppe Ferrara viene candidato al Nastro d'Argento per il miglior attore non protagonista.

Un maestro del doppiaggio e un artista a tutto tondo

Gianni Musy intervistato da Andrea Razza e Gerardo Di Cola (2011)
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Già attivo nel doppiaggio de La dolce vita (1960) sul volto di Walter Santesso (Paparazzo), Gianni Musy viene chiamato per il provino de Italiani brava gente (1965) di Giuseppe De Santis, dove è chiamato a doppiare in romanesco il milanese Raffaele Pisu. Musy, romano d'adozione e conoscitore di diversi dialetti, inizialmente è titubante: è un attore e avrebbe potuto sostenere senza difficoltà la parte e poi autodoppiarsi. Decide comunque di accettare e vince il provino a discapito dei colleghi Giancarlo Sbragia e Paolo Ferrari; la sua interpretazione di Pisu valorizzerà tanto l'attore, tanto da riceverne i complimenti dal diretto interessato. Un fenomeno unico e raro nel panorama di un cinema italiano che conosce bene il fenomeno doppiaggio ma fa di tutto per nasconderlo al pubblico[4].
Il rapporto con Federico Fellini (per il quale ne La voce della Luna (1990) doppierà vari personaggi in vari dialetti) e il doppiaggio prosegue stabilmente: nel 1964 paradossalmente viene però doppiato da Renzo Palmer in 7-9-18 da Parigi un cadavere per Rocky, diretto da Georges Lautner e con Michel Serrault, Mireille Darc e Louis de Funès. Gianni è amareggiato, protesta con i curatori dell'edizione italiana per non essere stato nemmeno considerato come doppiatore, l'episodio si rivela però felice: ha l'opportunità di incontrare la grande direttrice di doppiaggio Fede Arnaud, che anni dopo seguirà alla S.A.S. - Società Attori Sincronizzatori, società dove diverrà - per un breve periodo - anche direttore di doppiaggio, su nomina dell'allora presidente e amico Anton Giulio Majano. Nel 1972 in Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno di Bitto Albertitni Gianni Musy si cimenta nel canto: sua la voce degli stornelli toscani sui titoli di testa. Significativa è però la sua candidatura al David di Donatello per il doppiaggio di John Gielgud ne L'ultima tempesta (1991), dove interpreta Prospero e vari altri personaggi, con una maestria e padronanza del leggio comune a pochi, cimentandosi con la più alta espressione del teatro: Shakespeare. Un doppiaggio significativo e, a detta di Musy stesso, il più impegnativo della sua carriera[5].
Tra le ultime interpretazioni, popolarissime tra il giovane pubblico, è Gandalf nella trilogia de Il Signore degli Anelli e Albus Silente nella saga di Harry Potter. Ma l'apice della commozione e della passione nel duro mestiere del doppiatore Gianni Musy confessa di averlo raggiunto nel 2002, quando è chiamato a prestare la voce a Richard Harris nella toccante e ultima interpretazione dell'attore in San Giovanni - L'apocalisse. Una parte intesa, che - incidendola - riesce a far commuovere l'intera sala di sincronizzazione, dal direttore all'assistente: è la grande magia del doppiaggio.

Come amava ripetere lui stesso, l'essere artista di Gianni Musy non si limitava ad ogni modo solo alla recitazione, ma si misura anche con la pittura, la poesia e, soprattutto, la scultura.

Doppiatore

Cinema

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Film Cinema
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Gianni Musy in sala di doppiaggio
© Foto flickr.com/photos/quivalen
Gianni Musy ricorda Giuseppe Rinaldi (2009)
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Film d'animazione

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Film d'animazione
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Film TV

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Film TV e Miniserie
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Telefilm

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Telefilm
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Pubblicità

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  • Spot: Reale Mutua Assicurazioni, Honda ("The power of dreams")
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Radio

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Radio
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  • Sceneggiato: La luce del nord (Radio2 Rai, 1987), regia di Anton Giulio Majano
  • Sceneggiato: I tre moschettieri (Radio2 Rai, 2004), nel ruolo del cardinale Richelieu
  • Audiolibro: Memorie di Adriano, di Marguerite Yourcenar (Rai, collana "Ad alta voce")
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Cartoni animati

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Cartoni animati
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Videogames

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Videogames
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Altre attività di doppiaggio

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Direzione del doppiaggio
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Attore

Cinema

Televisione

Speaker:

  • Rubrica: Movies 100 (Studio Universal, 2005/06), voce di Richard Harris

Teatro

Autore

Musica

  • Umilmente ti chiedo perdono (Edoardo Vianello, Io sono Edoardo Vianello, RCA, 1963)
  • La regola del gioco (Thrilling) con Sergio Bardotti e Ennio Morricone (Rita Monico, RCA, 1965)

Teatro

  • Galileo mio padre (di Luca Desiato, EdiPan, 2010)

Poesia

  • Addio a Rosina. 1948-2000 (Polistampa, 2000)

Note

  1. Videointervista a Gianni Musy (2011), di Andrea Razza
  2. ibidem
  3. ibidem
  4. G. Di Cola - "Le voci del tempo perduto"
  5. ibidem
  6. alcuni episodi
  7. accreditato come Gianni Glori
  8. accreditato come Gianni Glori
  9. accreditato come Gianni Glori
  10. accreditato come Gianni Glori
  11. accreditato come Gianni Glori
  12. accreditato come Gianni Glori
  13. accreditato come Gianni Glori
  14. accreditato come Gianni Glori
  15. accreditato come Gianni Glori
  16. accreditato come Gianni Glori
  17. accreditato come Gianni Glori
  18. accreditato come Gianni Musi
  19. accreditato come Gianni Glori

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