C'era una volta il West

Da Enciclopedia del Doppiaggio.it.


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C'era una volta il West (1968)
C'era una volta il West | Italia
regia di Sergio Leone
165 min (versione cinematografica)
170 min. (director's cut) | colore | western, epico
una produzione Bino Cicogna
scritto da Sergio Leone, Sergio Donati

soggetto Sergio Leone, Dario Argento, Bernardo Bertolucci
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Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
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Interpreti e personaggi
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Doppiatori italiani

fonte: archivi Gerardo Di Cola

Doppiatori italiani
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Doppiatori trailer
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Doppiaggio italiano: C.D.C.
Direzione del doppiaggio: Lauro Gazzolo
Adattamento dialoghi italiani: {{{dialoghiitaliani}}}
Assistente al doppiaggio: {{{assistentedoppiaggio}}}
Fonico di doppiaggio: {{{fonicodoppiaggio}}}
Fonico di mix: {{{fonicomix}}}
Sonorizzazione: {{{sonorizzazione}}}
Edizione italiana: {{{edizioneitaliana}}}
Supervisione artistica: Sergio Leone
Sincronizzazione: {{{sincronizzazione}}}
Fotografia di Tonino Delli Colli
Musiche di Ennio Morricone
Effetti speciali a cura di '
Montaggio di Nino Baragli
Scenografie a cura di Carlo Simi
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Effetti speciali a cura di {{{nomeeffettispeciali}}}
Montaggio di {{{nomemontatore}}}
Scenografie a cura di {{{nomescenografo}}}
Premi:
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« Ho visto tre spolverini come questi, tempo fa.
Dentro c'erano tre uomini, e dentro gli uomini tre pallottole.
 »
(Armonica rivolto a Cheyenne)

C'era una volta il West è un film del 1968 diretto da Sergio Leone.

Western epico, prodotto dalla Paramount Pictures, venne girato dal regista romano con mezzi di gran lunga superiori a tutte le sue opere precedenti: Leone ebbe modo di scritturare attori quali Henry Fonda, Jason Robards e Charles Bronson, insieme a grandi interpreti italiani come Claudia Cardinale, Gabriele Ferzetti e Paolo Stoppa. C'era una volta il west è il primo film della cosiddetta trilogia del tempo che verrà completata con i successivi Giù la testa (1971) e C'era una volta in America (1984).

Nel 2009 è stato scelto per essere preservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Indice

Trama

Tre killer vengono uccisi presso una stazione ferroviaria da un misterioso straniero soprannominato Armonica per l'abitudine di vagare suonando continuamente questo strumento musicale.

I tre sono uomini di Frank, spietato assassino al soldo di Morton. Costui è un moribondo industriale ferroviario ammalato di tubercolosi ossea che vive e dirige i propri affari sul suo treno personale, smanioso di terminare, prima di morire, l'ultimo tronco della linea che dovrà unire la costa orientale degli U.S.A. a quella occidentale. Nel duello Armonica rimane ferito e si rifugia in una squallida locanda. Qui trova Jill, una bellissima donna proveniente da New Orleans non del tutto a suo agio nel selvaggio West, e Cheyenne, pericoloso bandito appena evaso dal carcere...

Doppiaggio italiano

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Il periodo del boom.
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Attenzione, da qui in poi questo articolo contiene spoiler.

a cura di Gerardo Di Cola

Sergio Leone imbottisce il suo sesto film, Cera una volta il West, con diversi attori stranieri di grande taratura come Henry Fonda (Frank), Jason Robards (Cheyenne), Charles Bronson (Armonica), Frank Wolff (McBairì), Lionel Stander (locandiere). Ma sa che non può dare a questi straordinari attori voci non gradite al pubblico italiano. La dimensione corale del racconto è uno degli obiettivi di Leone, ma per realizzare fino in fondo l'impatto desiderato è necessario rispettare i codici sonori a cui gli spettatori sono assuefatti. Anche se il regista è contrario alla pratica del doppiaggio non può, però, farne a meno né può pensare di servirsi di voci diverse da quelle che hanno veicolato in Italia il cinema straniero e, in particolare, quello statunitense[1]. Leone deve rivolgersi alla CDC per doppiare il film. Come nei suoi precedenti titoli è coadiuvato da Lauro Gazzolo che, quasi a firmare i doppiaggi che dirige, recita anche alcune battute prestando la sua inconfondibile voce da vecchietto all'anziano bigliettaio della stazione dove arriverà Jill, avvenente prostituta di New Orleans, che ha sposato McBain un mese prima. Gazzolo per far parlare lo sfortunato McBain (Wolff) chiama al leggio Corrado Gaipa: Non puoi certo sbagliarti, Patrick. Lei è giovane, è una signora, e poi, poi è una bella donna. Patrick, doppiato da Roberto Chevalier, non raggiungerà mai la stazione per accogliere la matrigna, rimanendo vittima con il padre e gli altri due fratelli di un agguato portato a termine dagli uomini di Morton, un grande Gabriele Ferzetti che si autodoppia. Alla stazione Jill, che focalizzerà su di sé le attenzioni degli uomini di una frontiera che la ferrovia in costruzione provvede a spostare sempre più verso Ovest, resta delusa, incontrando soltanto il facchino che con la voce di Ferruccio Amendola le si rivolge: Signora, sono queste qui? Ci pensiamo noi. Sbrigati! Prendi le altre due. Ignara di ciò che è accaduto, Jill prosegue il viaggio verso la fattoria di McBain con il calesse di Sam, un vecchio strampalato impersonato da un grande Paolo Stoppa che si autodoppia. Durante lo spostamento il desiderio di un bagno la fa fermare in una locanda che dà più l'impressione di una caverna. Vedete qui è dal tempo del diluvio universale che nessuno ha voluto più saperne dell'acqua! risponde l'oste dalle fattezze di un "orco" (Lionel Stander). Leone e Gazzolo chiedono a Cesare Polacco di recitare la battuta con la sua voce cavernosa, facendolo spostare per un solo turno di doppiaggio da Milano dove è impegnato in teatro con Strehler. Ai confini della terra, "l'antro-locanda" diventa il crogiolo di una umanità variegata, come la diligenza in Ombre rosse, il film che ha dato inizio alla serie dei capolavori del genere western, serie che proprio con C'era una volta il West si conclude. Jill ha modo di conoscere Armonica che ha la voce impareggiabile di Giuseppe Rinaldi: Ho visto tre spolverini come questi, tempo fa. dentro c'erano tre uomini, e dentro gli uomini tre pallottole. Leone e Gazzolo non possono non scegliere, per doppiare Bronson nella parte di Armonica, Rinaldi, l'attore che più di ogni altro sa esprimere una vasta gamma di sentimenti grazie alle sue straordinarie capacità vocali. E Peppino, come affettuosamente viene chiamato nel mondo del doppiaggio, li ripaga con una recitazione superba, sfoderando il suo miglior repertorio di timbri e tonalità da brivido[2].

Lì, Jill, conosce anche Cheyenne, che non può non avere la voce di un altro irraggiungibile doppiatore, Carlo Romano, vibrante interprete del bandito dal volto umano impersonato da Jason Robards: Sai solo suonare o sai anche sparare. Dopo aver scoperto la strage, tra le contumelie di una signora con la voce di Wanda Tettoni (Proprio nel giorno delle sue nozze, povera signorina), e le rassicurazioni di un signore con la voce di Arturo Dominici (Non temete signorina, è quello che ci faremo dire prima di impiccarlo), Jill entra inevitabilmente in contatto con Frank, il sicario di Morton che con qualsiasi mezzo vuole impossessarsi della proprietà di McBain sulla quale deve passare la ferrovia. Lauro Gazzolo, in accordo con Leone a cui spetta l'ultima decisione, sceglie il figlio, Nando, per doppiare una delle stelle di Hollywood, Henry Fonda, per la prima volta impegnato ad interpretare un personaggio gelido e crudele come Frank, che non esita a sparare neanche di fronte ad un bambino[3]. Nando Gazzolo, forte di una esperienza quasi ventennale di doppiatore anche se la sua attività di attore si esplica soprattutto in teatro, radio e TV, aderisce come un guanto alla recitazione di Fonda, restituendoci un Frank cinico e glaciale: Forse le mie armi vi sembrano semplici, signor Morton, ma fanno ancora buchi abbastanza grossi per i piccoli problemi. La signora McBain presto non sarà più un problema. In questo microcosmo sospeso nel tempo e nello spazio, tra deserti, canyon e praterie del più profondo West, altri personaggi si affacciano alla ribalta. Lauro Gazzolo sceglie per loro le voci di Bruno Persa (Jack Elam, un killer), Oreste Lionello (Marco Zuanelli, Wobbles), Luciano De Ambrosis (l'amico di Cheyenne), Mario Pisu (l'uomo del sermone), Sergio Tedesco (un abitante), Manlio De Angelis (un uomo di Cheyenne), Giovanni Saccenti (l'uomo dell'offerta all'asta), Renato Turi (il commerciante di legnami), Carlo D'Angelo (un uomo di Frank) da poco trasferitosi in CDC dopo essere stato tra le voci di punta della ODI, con il compito arduo di sostituire Cigoli, e Stefano Sibaldi (Keenan Wynn, lo sceriffo dell'asta) rientrato in CDC dopo l'uscita di Cigoli[4].

In un concerto di tali voci, che si armonizzano splendidamente con la colonna sonora creata da un ispirato Ennio Morricone, non può esserci in alcun modo quella "stonata". Le battute di Jill, piuttosto brevi anche se frequenti, devono essere recitate in modo tale da essere portatrici di una particolare forza per reggere il confronto formale e sostanziale con gli altri personaggi. Il commerciante di legnami, dopo aver mostrato a Jill la grande quantità di materiale che il marito gli aveva richiesto, recita con la voce di Turi: McBain mi aveva ordinato anche questa. Ci teneva molto, solo solo che non mi aveva detto che cosa dovevo scriverci dentro. Secondo le intenzioni di Leone il pensiero di Jill deve istintivamente andare alla parola "stazione", ma la sua pronuncia deve essere trattenuta, come se non avesse la spinta sufficiente a lasciare la bocca. E' necessario recitarla con una intensità tale da dare l'impressione che essa è ancora nell'ambito del pensiero. Una prova che soltanto un professionista del doppiaggio può superare. Rita Savagnone si reca una mattina in sala di registrazione non immaginando che quel giorno reciterà per cinquecento volte, "stazione", restando impegnata per tre turni di doppiaggio con Sergio Leone e Lauro Gazzolo, protesi a cogliere la sfumatura giusta, e il tecnico del suono sempre più allucinato; "Buona la seconda" sentenzia Leone alla fine della giornata[5]. Jill inevitabilmente cade tra le braccia di Frank che con la voce di Nando Gazzolo le si rivolge: Ti piace molto vivere e ti piace sentirti addosso le mani di un uomo ti piace. Anche se sono le mani che hanno ucciso tuo marito...che razza di piccola sgualdrina. Faresti proprio tutto per salvarti. Qualunque cosa sgorga dalle labbra di Rita Savagnone mentre il corpo statuario della Cardinale si lascia ammirare tra le braccia di Fonda. Cheyenne-Robards-Romano è ormai un bandito stanco: Lo sai Jill mi ricordi mia madre...era la più grande puttana di Harlem e la donna più in gamba che sia mai esistita. Chiunque sia stato mio padre per un 'ora o per un mese è stato un uomo molto felice. Mentre Armonica sta per chiudere un vecchio conto con Frank, migliaia di operai fanno inesorabilmente avanzare la ferrovia verso il Pacifico. Solo Cheyenne, che con una pallottola in corpo vede sfumare il sogno di fermarsi in un posto magari con Jill, mostra di percepire lucidamente la realtà nel suo crudo divenire: Sai Jill, se fossi in te gli porterei da bere a quei ragazzi. Tu non immagini quanta gioia mette in corpo a un uomo una donna come te anche solo vederla, e se qualcuno di loro ti tocca il sedere, tu fai finta di niente, lasciali fare.... Il pensiero di Jill è rivolto verso Armonica. Nel duello finale Frank ha la peggio. Armonica si è finalmente vendicato del fratello ammazzato, ma troppi anni sono passati a rincorrere il suo assassino. Armonica-Bronson-Rinaldi: Diventerà una bella città, Sweetwater, Jill-Cardinale-Savagnone: Ci passerete un giorno o l'altro?, Armonica-Bronson-Rinaldi: Un giorno o l'altro.

Critica

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La pellicola è considerata dai più il capolavoro del regista[6], insieme a Il buono, il brutto, il cattivo e C'era una volta in America, ed uno dei capisaldi del genere western. Essa rappresenta una sorta di immenso poema epico sulla fine di un'epoca e, al tempo stesso, un imponente inno funebre per un genere cinematografico tanto amato al mondo[7].

Proprio la ferrovia, centro e filo conduttore di tutta la vicenda narrata nel film, rappresenta, con il suo arrivo, la nuova civiltà che avanza e che è destinata a spazzare via in poco tempo il West e la sua epopea, i suoi scenari selvaggi e i suoi personaggi rudi e solitari. La maestosa sequenza finale, l'inquadratura che si alza sulla vallata, con la prima locomotiva che arriva festeggiata dagli operai e l'allontanarsi malinconico di Armonica da Sweet Water, ne è quasi la sintesi perfetta, sottolineata dal titolo, "C'era una volta il West", che compare negli ultimi secondi portando esplicitamente il suo chiaro triste messaggio: l'era del West è finita per sempre.

Citazioni e riferimenti

  • In Kill Bill vol. 2, all'inizio del "capitolo 9", la macchina da presa usa la stessa tecnica di ripresa per inquadrare La Sposa/Black Mamba che venne usata in C'era una volta il West per riprendere Armonica stanco e assetato.
  • In Ritorno al futuro Parte III, nella scena in cui il protagonista Marty giunge per la prima volta a Hill Valley, il regista Robert Zemeckis utilizza lo stesso stile di ripresa dell'arrivo alla stazione di Claudia Cardinale in C'era una volta il West.
  • C'era una volta in Messico di Robert Rodriguez è un omaggio a C'era una volta il West (Il titolo è stato consigliato al regista dal suo amico e collega Quentin Tarantino, grande appassionato di spaghetti-western).
  • In Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo, durante la scena in cui i principali personaggi del film si incontrano per darsi l'ultimatum, prima dello scontro finale, la colonna sonora e la tecnica di ripresa variano, citando l'atmosfera di C'era una volta il West.

Curiosità

  • L'attore Al Mulock si è suicidato nel maggio del 1968 a Guadix, in Spagna, durante le riprese del film, lanciandosi dalla finestra di un hotel indossando il costume di scena.

Note

  1. G. Di Cola - "Le voci del tempo perduto", p. 144
  2. G. Di Cola - "Le voci del tempo perduto", p. 145
  3. ibidem
  4. G. Di Cola - "Le voci del tempo perduto", p. 146
  5. ibidem
  6. (EN) The 1,000 Greatest Films in They Shoot Pictures Don't They. URL consultato il 12 novembre 2009.
  7. In un film ricco di trasgressioni, Leone dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in Sam Peckinpah. - Il Morandini 2008 - Dizionario dei film - Zanichelli, 2008

Collegamenti esterni

I film di Sergio Leone
Gli ultimi giorni di Pompei (1959) | Il colosso di Rodi (1961)
Trilogia del dollaro: Per un pugno di dollari (1964) | Per qualche dollaro in più (1965) | Il buono, il brutto, il cattivo (1966)
Trilogia del tempo: C'era una volta il West (1968) | Giù la testa (1971) | C'era una volta in America (1984)


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