Pulp Fiction

Da Enciclopedia del Doppiaggio.it.


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Pulp Fiction (1994)
Pulp Fiction | USA
regia di Quentin Tarantino
154 min | colore | commedia, drammatico
una produzione Lawrence Bender
scritto da Quentin Tarantino

soggetto Quentin Tarantino, Roger Avary
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Interpreti e personaggi
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Doppiatori originali
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Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
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Doppiatori italiani
Doppiatori trailer
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Doppiaggio italiano: Gruppo Trenta
Direzione del doppiaggio: Pino Colizzi
Adattamento dialoghi italiani: Francesco Vairano
Assistente al doppiaggio: {{{assistentedoppiaggio}}}
Fonico di doppiaggio: {{{fonicodoppiaggio}}}
Fonico di mix: {{{fonicomix}}}
Sonorizzazione: Sefit
Edizione italiana: {{{edizioneitaliana}}}
Supervisione artistica: {{{supervisioneartistica}}}
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Fotografia di {{{fotografo}}}
Musiche di {{{musicista}}}
Effetti speciali a cura di {{{effettispeciali}}}
Montaggio di {{{montatore}}}
Scenografie a cura di {{{scenografo}}}
Premi:
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Fotografia di Andrzej Sekuła
Musiche di AA. VV.
Effetti speciali a cura di '
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Scenografie a cura di David Wasco


« Leggi la Bibbia, Brad? »
(Jules Winnfield)

(Luca Ward doppia Samuel L. Jackson nel film Pulp Fiction, nel 1994 )

Pulp Fiction è un film statunitense del 1994, diretto da Quentin Tarantino, con John Travolta, Uma Thurman, Samuel L. Jackson, Harvey Keitel, Bruce Willis, Christopher Walken, Ving Rhames, Tim Roth e Amanda Plummer. La pellicola rilanciò John Travolta, ormai in ombra da anni,[1] e consacrò la giovane e già quotata Uma Thurman.[2] Le interpretazioni di entrambi meritarono una candidatura all'Oscar rispettivamente per miglior attore protagonista e miglior attrice non protagonista. Anche Samuel L. Jackson ricevette la candidatura come miglior attore non protagonista. Inoltre, il film si aggiudicò la Palma d'oro al festival di Cannes del 1994 e permise a Quentin Tarantino e Roger Avary di ottenere il premio per la miglior sceneggiatura originale agli Oscar del 1995, su ben 7 nomination, tra cui oltre a quelle già citate, quelle a miglior film, miglior regista e miglior montaggio. Uscito il 14 ottobre 1994 negli Stati Uniti, arrivò nelle sale italiane il 16 dicembre dello stesso anno.[3] A causa del contenuto violento, il film venne vietato in Italia ai minori di 18 anni, ma dal 1997 il divieto rimase solo per i minori di 14 anni.[4] Il film è l'ultimo capitolo della cosiddetta "trilogia pulp" di Quentin Tarantino, preceduto da Una vita al massimo e Le iene.

Indice

Trama

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Attenzione, da qui in poi questo articolo contiene spoiler.

All'Hawthorne Grill, una piccola caffetteria nella periferia di Los Angeles, i due rapinatori Zucchino (Tim Roth) e Coniglietta (Amanda Plummer) stanno architettando il loro prossimo colpo, sino a quando non decidono di rapinare proprio il ristorante nel quale si trovano.

La situazione "Bonnie"

Vincent Vega (John Travolta) e Jules Winnfield (Samuel L. Jackson) sfrecciano di prima mattina per le strade di Los Angeles, diretti verso l'appartamento nel quale dovrebbero trovarsi gli uomini che hanno sottratto a Marsellus Wallace (Ving Rhames), il loro capo, una valigetta dal contenuto misterioso. I due killer, entrati nell'appartamento, recuperano la valigetta e uccidono due dei tre uomini presenti. Quando tutto sembra sistemato, a sorpresa esce dal bagno un quarto uomo che scarica su di loro un intero caricatore di un revolver. I due sicari, nemmeno scalfiti dalle copiose pallottole, uccidono il quarto uomo e poi portano via Marvin - l'unico rimasto in vita - verso il privé di Marsellus.

In auto, mentre Jules tenta di spiegarsi come mai siano riusciti a restare illesi dopo la sparatoria e grida al miracolo divino, Vincent, cercando di fargli cambiare idea, si volta verso Marvin ponendogli una domanda, e involontariamente gli spara un colpo di pistola in piena faccia. I due killer si ritrovano in un bagno di sangue. Urge togliere l'auto dalla strada, per evitare che i poliziotti possano notarla e fermarli. Un rifugio sicuro è la casa di un amico di Jules, l'estroso Jimmie Dimmick (Quentin Tarantino), che abita a Toluca Lake.

Più che rimanere orripilato dal cadavere sfigurato che i due hanno con sé, Jimmie si preoccupa della conseguenza che potrebbe avere questo su sua moglie, che di lì a poco tornerà dopo un faticoso turno notturno in ospedale. Jules, allora, assicura a Jimmie che tutti i problemi saranno risolti prima che sua moglie rientri. Per riparare al disastro, Jules chiama il suo capo, Marsellus, che gli procura l'aiuto desiderato mandando sul luogo il cinico e misterioso signor Wolf (Harvey Keitel).

Grazie agli efficienti metodi del signor Wolf, l'auto viene ripulita e i due killer si ritrovano lindi dopo soli trenta minuti. Così, evitato il peggio, portano a rottamare l'auto da "mostro Joe". Svolto il suo compito, Wolf si allontana con la figlia del rottamatore, sua amica, lasciando Jules e Vincent a piedi, con la valigetta.

Desiderosi di fare colazione, i killer raggiungono l'Hawthorne Grill. Qui, Jules esprime all'amico la ferma intenzione di abbandonare il suo mestiere in seguito al presunto miracolo al quale ha assistito.

Poco dopo ha inizio la rapina di Zucchino e Coniglietta, nella quale vengono irrimediabilmente coinvolti Jules e Vincent. I rapinatori dettano le loro condizioni: consegnare tutti i beni in un'unica sacca che hanno con sé. Ciò implicherebbe la perdita della valigetta che i due devono riportare a Marsellus. Per evitare un'inutile strage, Jules fa prendere a Zucchino il proprio portafogli ma gli ordina di lasciare la valigetta. I due rapinatori, "convertiti" da Jules, escono illesi dal locale e i killer riescono finalmente a portare a termine il proprio compito.

Vincent Vega e la moglie di Marsellus Wallace

Jules e Vincent raggiungono il privé di Marsellus, dove quest'ultimo sta corrompendo un pugile, ordinandogli di perdere l'incontro che terrà a breve. Quando termina la conversazione, egli chiama a sé Vincent, ricordandogli che quella sera dovrà portare fuori sua moglie Mia (Uma Thurman). Prima di recarsi a casa di Mia, Vincent passa da un suo amico spacciatore, Lance (Eric Stoltz), dal quale compra una dose di eroina. Vincent - stordito dalla droga che ha appena assunto - si reca a casa di Mia, una donna annoiata, cocainomane, molto attraente e maliziosa.

Su consiglio di Mia, la coppia va a mangiare al Jack Rabbit Slim's, un locale a tema anni cinquanta nel centro città. All'interno del ristorante, la coppia inizia a conoscersi meglio, dando il via a discorsi che spaziano da argomenti banali a temi quasi filosofici. Dopo aver cenato, i due vengono ingaggiati in una gara di twist sulle note di You Never Can Tell di Chuck Berry.

Tornati felicemente a casa, i due sono quasi sul punto di avere un rapporto sessuale, ma Vincent, ricordandosi che si tratta della moglie del "gran capo", preferisce fare una sosta in bagno per calmarsi e riflettere, imponendosi di evitare un coinvolgimento che risulterebbe molto pericoloso. Rimasta sola, Mia si porta alle labbra una sigaretta e, cercando l'accendino, trova nella giacca di Vincent una dose di eroina. Ritenendo sia cocaina, Mia la sniffa, e per l'errore finisce in [overdose. Vincent è confuso e decide di portare Mia a casa di Lance, dove i due riescono a farle un'iniezione di adrenalina al cuore, grazie alla quale la donna si salva appena in tempo.

Finalmente, terminata l'odissea, Vincent accompagna Mia a casa, dove i due giurano reciprocamente di non far mai menzione con Marsellus della terribile avventura vissuta.

L'orologio d'oro

Butch Coolidge (Bruce Willis) è un pugile al quale Marsellus Wallace ha ordinato di perdere, dietro il compenso di un'ingente somma di denaro. Butch acconsente, ma poi decide di fare il doppio gioco scommettendo a proprio favore e battendo il proprio rivale, Floyd Wilson, che nell'incontro perde addirittura la vita. Fugge in taxi con Esmeralda Villalobos (Angela Jones) sino al motel dove lo attende Fabienne (Maria de Medeiros), la sua fidanzata.

La mattina seguente Butch e Fabienne stanno per partire, secondo i piani, per andare a vivere nella cittadina natale di Butch, Knoxville in Tennessee. Scoprono però che nel fare i bagagli Fabienne ha dimenticato di prendere l'orologio d'oro che Butch aveva ricevuto da suo padre, e che apparteneva alla sua famiglia da generazioni. Butch non può rinunciare all'orologio. Pur sapendo che gli uomini di Marsellus saranno sicuramente sulle sue tracce per vendicare lo sgarro fatto al loro capo, decide di tornare nel proprio appartamento per recuperare la preziosa reliquia.

L'appartamento appare deserto, e Butch, recuperato l'orologio, si concede una breve colazione. Ad un tratto però nota sul piano di lavoro della cucina una mitraglietta con silenziatore e la impugna perplesso. Inoltre, pochi istanti dopo sente azionarsi lo scarico della toilette: è Vincent Vega. I due si ritrovano uno di fronte all'altro e rimangono entrambi attoniti fino a quando Butch, spaventatosi per un rumore improvviso (lo scatto del tostapane), crivella di colpi il killer.

Mentre sta per ritornare da Fabienne, a un semaforo, Butch s'imbatte proprio in Marsellus. Lo investe e causa un incidente, che lo lascia tramortito. Rimessosi faticosamente in piedi tutti e due, Marsellus inizia a sparare contro Butch e lo insegue fino a quando non finiscono in un negozio di pegni gestito da un certo Maynard (Duane Whitaker). L'uomo stordisce Butch e Marsellus e chiama un suo amico, Zed (Peter Greene), un poliziotto-criminale che giunge al negozio in divisa.

Maynard e Zed, che sono sadici stupratori, violentano Marsellus e lasciano Butch, legato, nelle mani del loro schiavo detto "lo storpio" (Stephen Hibbert). Butch si libera e fa svenire lo storpio con un pugno; a un passo dalla libertà, decide di armarsi con una katana, che trova nel negozio, tornare indietro ed uccidere i due stupratori. Così, rientrato nel seminterrato, uccide Maynard. Sul punto di uccidere anche Zed con un colpo di katana, Butch viene fermato da Marsellus che, usando un fucile a pompa, fa saltar via il pene di Zed. Non soddisfatto, Marsellus promette a Zed che le vere torture devono ancora cominciare. Per quanto riguarda la violenza subita, Marsellus fa giurare a Butch di non farne mai menzione in giro e, inoltre, riconoscente per il gesto appena compiuto, considera chiuso il conto aperto che li aveva portati, poco prima, a cercare di uccidersi a vicenda, a patto che Butch lasci la città il giorno stesso.

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Versioni alternative

Visto il successo della pellicola, nel 1996 uscì per il mercato home video, in VHS, una Special Collector's Edition:[5] questa edizione include un footage finale di 11 minuti aggiuntivi in cui il regista Quentin Tarantino presenta due scene inedite, non incluse nel montaggio cinematografico originale.[5] Le due scene sono le seguenti:

  • Il primo incontro tra Mia (Uma Thurman) e Vincent (John Travolta) nell'appartamento della donna è più lungo. Prima di andare a cenare al Jack Rabbit Slim's, Mia intervista Vincent con una telecamera a mano. Durante questa scena, Mia pone a Vincent alcune domande futili (gli chiede se è imparentato con la cantante country Suzanne Vega, o con la famiglia Brady o i Partridge); subito dopo gli chiede se è un tipo "alla Elvis" od un tipo "alla Beatles". Questa scena inedita serve tra l'altro a spiegare una battuta successiva («A un Elvis-maniaco dovrebbe piacere») che Mia dice nella versione cinematografica.[5]
  • La corsa in taxi e la conversazione tra Butch (Bruce Willis) ed Esmeralda (Angela Jones) dura di più ed è presente un dialogo aggiuntivo in cui Butch spiega le sensazioni che si provano ad essere un pugile ed uccidere il proprio avversario.[5]

La versione canadese del DVD include le due scene inedite già menzionate, ed uno speciale - presentato dal regista - in cui sono visionabili altre scene non presenti nel montaggio finale.[5] Le aggiunte sono le seguenti:

  • Ampliamento della scena in cui Vincent Vega (John Travolta) compra l'eroina a casa del suo amico spacciatore (Eric Stoltz) e parla delle persone rozze. Lance (Eric Stoltz) racconta in questa scena di come una volta egli abbia chiesto delle informazioni mentre era all'estero e queste gli furono date errate.[5]
  • Una scena in cui Wolf (Harvey Keitel) e Raquel (Julia Sweeney), la figlia dello sfasciacarrozze, stanno flirtando e decidono di andare a fare colazione.[5]

Molte reti televisive hanno eliminato (o coperto con un «beep») molte delle parole volgari presenti nei dialoghi.[5] Inoltre hanno eliminato la scena in cui John Travolta spara in faccia a Marvin, rimpiazzandola con uno schermo nero e la frase, letta da una voce somigliante a quella di Travolta, «Oh, no! Ho sparato a Marvin!».[5]

La pellicola è stata comunque censurata in tantissimi Paesi. Per esempio, in Inghilterra, nonostante non sia stata tagliata per l'edizione cinematografica, la versione in VHS manca della parte in cui l'ago della siringa penetra il braccio di John Travolta.[5] Questa versione, mancante dell'iniezione di eroina, è quella che è stata trasmessa dalla BBC.[5] In Italia, la versione DVD manca di parte dello stupro di Marsellus.[5]
Negli Stati Uniti invece la versione televisiva ha subito le seguenti alterazioni:

  • Il dialogo tra Zucchino e Coniglietta all'inizio della pellicola è stato ridoppiato omettendo molte delle parolacce;[5]
  • Manca l'intera scena in cui Jules e Vincent parlano dei massaggi ai piedi;[5]
  • Manca la parte della scena in cui Vincent compra l'eroina da Lance e la successiva digressione sul fatto che l'auto di Vincent è stata graffiata con una chiave;[5]
  • Manca la parte in cui Vincent si inietta l'eroina;[5]
  • L'audio della parte in cui Uma Thurman sniffa la cocaina è assente;[5]
  • La scena inedita in cui Mia "intervista" Vincent è invece presente;[5]
  • Manca la scena in cui Vincent trova Mia in overdose;[5]
  • Manca la scena in cui Butch masturba Fabienne;[5]
  • Quando Butch apre la porta per far vedere allo spettatore la sodomizzazione di Marsellus, è stata sovrapposta una immagine di Maynard, per evitare che il pubblico possa vedere cosa sta accadendo;[5]
  • Manca la scena in cui Vincent spara in faccia a Marvin. Anche il dialogo successivo a casa di Jimmie è stato tagliato;[5]
  • Manca la scena in cui Jules e Vincent stanno lavando il retro dell'auto;[5]
  • Tra la lista delle parole censurate: tutte le variazioni di "cazzo", "merda", "Cristo!", e "negro". L'uso della parola "puttana" è stato permesso, ma solo in alcuni casi.[5]
  • La presenza del personaggio dello storpio è stata del tutto eliminata cancellando alcune scene e dialoghi.[5]

Negli Emirati Arabi, il montaggio originale del film è stato totalmente stravolto: il film è stato infatti ri-montato in maniera tale che ogni storia fosse raccontata senza tagli. Il film termina con la scena in cui Butch e Fabienne lasciano Los Angeles.[5]

Cronologia

Riallacciandosi allo schema già sperimentato con Le iene, la trama di Pulp Fiction non segue un ordine cronologico, ma si snoda in tre episodi che vengono intrecciati tra loro in maniera da costruire una sorta di percorso circolare che parte e arriva nel momento della colazione all'Hawthorne Grill. Si possono, in maniera schematica, distinguere i seguenti due ordini:

 

Ordine non-cronologico (film)

  1. A colazione (prima metà)
  2. Vince e Jules
  3. Vincent Vega e la moglie di Marsellus Wallace
  4. L'orologio d'oro
  5. La situazione "Bonnie"
  6. A colazione (seconda metà)

 

Ordine cronologico

  1. Vince e Jules
  2. La situazione "Bonnie"
  3. A colazione
  4. Vincent Vega e la moglie di Marsellus Wallace
  5. L'orologio d'oro

 

Note

Bibliografia

  • Jami Bernard, Quentin Tarantino: l'uomo e i film, Torino, Lindau, 1996. ISBN 88-7180-156-3
  • James Mottram, Public Enemies: The Ganster Movie A-Z, (in inglese) Colorcraft, 1998. ISBN 0-7134-8276-1
  • Gerald Peary, Quentin Tarantino: Interviews, Boston, Roundhouse Publishing, 1998. ISBN 1-57806-051-6
  • Daniela Terribili, Quentin Tarantino: il cinema degenere, Bulzoni, 1999. ISBN 88-8319-320-2
  • Simona Brancati, Kill Tarantino: Quentin Tarantino - Istruzioni per l'uso, Pericle Tangerine Editrice, 2004. ISBN 88-88645-02-0
  • Marco Giovannini, Pulp Quentin, Milano, Mondadori, 2004. ISBN 977-12-0431-9


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