Storia del doppiaggio

Da Enciclopedia del Doppiaggio.it.
Versione delle 10:17, 4 mar 2013, autore: Andrea Razza (Discussione | contributi)
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a cura di Gerardo Di Cola


Le voci del tempo perduto

La copertina del libro

Pubblicato dalla èDiCola editrice, il libro viene pubblicato nel 2004 e presentato al Festival del Doppiaggio - Voci nell'Ombra, ottenendo un grande successo tra estimatori e addetti ai lavori del doppiaggio. Il libro racconta la storia del doppiaggio italiano e dei suoi interpreti dall’avvento del sonoro al 1973, dividendola nei seguenti capitoli: Il periodo del muto, Il periodo pionieristico, Il periodo d’oro, Il periodo del velo, Il periodo del monopolio, Il periodo bellico, Il periodo postbellico, Il periodo della ricostruzione, Il periodo di ‘Cantando sotto la pioggia’, Il periodo della tv, Il periodo del boom, Il periodo della congiuntura, Il periodo della contestazione, Il periodo del ’68 e Il periodo dei ridoppiaggi. Prima della conclusione, fatta di una serie di riflessioni e aneddoti, la pubblicazione presenta le schede dei più importanti attori doppiatori di quel periodo: dai fratelli Luigi e Nino Pavese a Tina Lattanzi, da Ferruccio Amendola a Lydia Simoneschi, da Solvej D’Assunta a Sandro Ruffini, da Renato Turi ad Andreina Pagnani, fino a Giuseppe Rinaldi, il suo mito, di cui Di Cola ricorda l’incontro con il grande attore doppiatore e la moglie Maria Pia Casilio. Il libro è introdotto da una prefazione di Claudio G.Fava e dall’introduzione del giornalista de "Il Mattino" Alberto Castellano, tra i pochi critici cinematografici che hanno riservato la dovuta attenzione al mondo del doppiaggio.[1] Castellano scrive: «un contributo storico e critico fondamentale capace di restituire dignità e importanza artistica a tutti i professionisti del doppiaggio».

Recensioni

  • Tullio Kezich: «…un vero e proprio trattato dove l’autore (uomo di vari talenti, astrofisico e filmaker) riversa la scienza accumulata in mezzo secolo». (Corriere della sera magazine; novembre 2004).
  • Diego Del Pozzo: «…otto anni di sue ricerche confluite nel massiccio e curatissimo le voci del tempo perduto, sicuramente il più completo studio in lingua italiana su una pratica che proprio in Italia ha trovato la sua applicazione meglio riuscita, sempre in bilico tra arte e alto artigianato». (Quaderni di cinema sud, febbraio 2004).
  • Ezio Alberione: «…quella di Gerardo Di Cola, stupenda figura di intellettuale abruzzese (vorrei avere una macchina del tempo per segnalarlo a qualche grande romanziere dell’ottocento), non è una forma di revisionismo applicato alla storia del cinema, ma l’applicazione del metodo galileiano al fine di scoprire la vera “storia segreta” del cinema italiano». (I Duellanti, marzo 2005).
  • Goffredo Fofi: «…questo volume illustratissimo che nella sua maniacale quasi-perfezione su un argomento certo non fondamentale per le sorti della cultura e dell’umanità, ci sbalordisce e sconcerta come, mettiamo, quei volumoni di cui parlò da qualche parte Gramsci a proposito degli intellettuali dell’infina provincia italiana che passavano il loro tempo a studiare l’uso della vocale u nel dialetto del paese zeta. sconcertati, ammirati. se fossero così maniacali tutti i professori universitari di cinema e i ricercatori al loro servizio, occupati in imprese spesso di interesse infinitamente minore…». (Film-Tv, dicembre 2005).
  • Antonio Mocciola: «...Il libro che mancava adesso c'è. [...] Si tratta della storia del doppiaggio e dei suoi interpreti, dal 1927 al 1970. Un lavoro monumentale, di certosina ricerca, che riporta in vita, sebbene cartacea, un mondo affascinante e perso tra le pagine della storia. Vera e propria Bibbia per gli amanti del genere, il libro di Di Cola in realtà si lascia leggere anche dai "profani" o dai semplici curiosi, grazie alle numerose foto che fanno calare nell'atmosfera dei film, molti dei quali introvabili. Da Oreste Lionello alla "regina delle voci" Tina Lattanzi, tutti i segreti del doppiaggio, spesso effettuato da grandi attori. Trame, aneddoti, foto, in un caleidoscopio "black and white" che rapisce ed incanta, grazie anche alla prosa svelta ed appassionata dell'autore. Un libro da avere assolutamente, di quelli che ti fanno amare il cinema, come il Mereghetti o il Morandini. E onore anche alla scelta della copertina, bellissima e struggente».

Note

  1. =ITALIANO&ramo_home=èDiCola Editrice Le voci del tempo perduto


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