Taxi Driver

Da Enciclopedia del Doppiaggio.it.


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Taxi Driver (1976)
Taxi Driver | USA
regia di Martin Scorsese
113 min | colore | drammatico
una produzione Julia Phillips
Michael Phillips
scritto da Paul Schrader

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Interpreti e personaggi
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Doppiatori originali
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Interpreti e personaggi
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Doppiatori italiani
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Doppiaggio italiano: C.D. - Cooperativa Doppiatori
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Scenografie a cura di {{{scenografo}}}
Premi:
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Fotografia di Michael Chapman
Musiche di Bernard Herrmann
Effetti speciali a cura di Tony Parmelee
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Scenografie a cura di Charles Rosen



« Ma dici a me? Ma dici a me? »
(Travis nel monologo di fronte allo specchio)

Taxi Driver è un film del 1976 diretto da Martin Scorsese e scritto da Paul Schrader, vincitore della Palma d'oro al 29° Festival di Cannes.

Considerato da molti uno dei più importanti e controversi film del cinema statunitense, è stato acclamato per le sue scene di forte impatto e per il suo ruvido realismo. È stato spesso definito un film esistenzialista, sia per lo stile narrativo sia per l'ispirazione che Schrader e Scorsese hanno tratto dai romanzi di Dostoevskij, come Memorie dal sottosuolo e Delitto e castigo. Il film ha reso celebri entrambi i suoi attori protagonisti, Robert De Niro e Jodie Foster, quest'ultima solo tredicenne quando il film fu distribuito.

L'autore della colonna sonora è il celebre Bernard Herrmann (1911-1975), noto per la sua collaborazione con Alfred Hitchcock (in particolare per Psyco). Fu la sua ultima composizione, Herrmann morì prima che il film uscisse nelle sale. Taxi Driver è dedicato alla sua memoria.

Indice

Trama

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Attenzione, da qui in poi questo articolo contiene spoiler.

Travis Bickle (Robert De Niro) è un ventiseienne alienato, isolato, depresso e sessualmente frustrato, ex marine reduce del Vietnam congedato nel 1973 (nella versione italiana è 1963). Soffre di una insonnia cronica che lo porta a lavorare come tassista notturno a New York. Di giorno spende il suo tempo libero guardando film pornografici in luridi cinema a luci rosse e guidando senza meta per i quartieri più tetri di New York.

Travis è affascinato da Betsy (Cybill Shepherd), un'assistente del senatore di New York Charles Palantine, che è candidato per le elezioni presidenziali e promette grandi cambiamenti sociali. La donna è inizialmente colpita da Travis e accetta un appuntamento con lui dopo essere stata corteggiata. All'appuntamento, comunque, Travis la porta a vedere un film pornografico, e lei fugge via, sconvolta.

Travis è disgustato da quello che considera il degrado morale che lo circonda e quando una prostituta di 13 anni (Jodie Foster) chiamata Iris (come il nome del personaggio dell'opera di Mascagni dove la protagonista fu rapita con l'inganno e indotta alla prostituzione), entra una notte nel suo taxi cercando di fuggire dal suo pappone, Travis cerca in tutti i modi di salvarla dal suo destino. La ragazza però non sembra affatto intenzionata a farsi aiutare, spiegando che probabilmente era "fatta" quando aveva cercato di scappare e che il suo pappone Matthew "Sport" (Harvey Keitel) si prende molta cura di lei. Travis cerca di convincerla a tornare a casa dai suoi genitori per riprendere gli studi, ma i suoi tentativi sono vani.

Travis, sempre più solo comincia a soffrire di gravi disturbi psichici e decide di comprare delle pistole e con queste di uccidere il senatore Palantine durante un comizio all'aperto: perché egli rappresenta tutta l'ipocrisia della società statunitense, i nemici che ha sempre tentato di combattere e che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Viene però subito intercettato dalle guardie del corpo del senatore e scappa via. Travis si reca da Iris dove spara al suo pappone Sport, poi sale verso la stanza di Iris e uccide brutalmente l'affittacamere, Sport (che nel frattempo l'aveva seguito sanguinante) e un mafioso che era in stanza con Iris. Infine cerca di suicidarsi ma non ha più munizioni, quindi si siede su un divano e aspetta l'arrivo della polizia.

Un breve epilogo mostra Travis all'ospedale in via di guarigione, la lettera da parte dei genitori di Iris che lo ringraziano immensamente per aver liberato la loro figlia, articoli di giornale che inneggiano a lui come eroe della lotta alla criminalità e un ultimo incontro con Betsy nel suo taxi.

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Particolarità e interpretazioni

Il climax della sparatoria finale era, per l'epoca, molto intenso, e mantiene tutta la sua potenza visiva ancora oggi. Nel tentativo di evitare il massimo divieto della censura, Scorsese desaturò i colori della pellicola, rendendo il rosso del sangue meno appariscente. In alcune interviste rilasciate in seguito, Scorsese commentò che col tempo aveva apprezzato il cambiamento dei colori, considerandolo un miglioramento rispetto al girato originale (che non è possibile vedere perché andato perduto).

Suscitò molto scalpore, inoltre, la presenza della giovane Jodie Foster nella scena della sparatoria, considerata troppo forte per una ragazza così giovane. In diverse interviste l'attrice ha però rassicurato che tutto il processo di realizzazione fu eseguito con un occhio di riguardo per lei, che non ne rimase traumatizzata e che il backstage di preparazione degli effetti speciali suscitò in lei molto interesse. Nonostante nella versione originale del film l'età di Iris sia di 12 anni e mezzo, nel doppiaggio italiano l'età è stata arrotondata a 13 anni.

Con gli anni si sono sviluppate diverse teorie sull'epilogo del film, secondo cui le scene finali dopo la sparatoria sono il risultato dell'immaginazione di Travis in fin di vita. Inoltre, non appena Betsy lascia il taxi a pochi fotogrammi dai crediti finali, si può sentire uno strano suono e subito dopo Travis che aggiusta nervosamente lo specchietto retrovisore.

Scorsese ha commentato i momenti finali del film dicendo che il rapido sguardo quasi nevrotico di Travis allo specchietto potrebbe rappresentare la possibilità che Travis possa soffrire di nuovo di depressione e scatti d'ira in futuro. Questo finale quasi aperto è stato paragonato a quello di Arancia meccanica di Stanley Kubrick, in cui Malcolm McDowell nei panni di Alex DeLarge sembra riconquistare il suo lato sociopatico nella sua battuta finale: «Ero guarito, eccome!».

Secondo altri punti di vista il finale viene invece considerato come un epilogo letterale che appone la perfetta conclusione a Taxi Driver. «Pregni di ironia, i cinque minuti finali sottolineano la volubilità del destino. I media trasformano Travis in un eroe, mentre se egli fosse riuscito nella sua intenzione di sparare al senatore Palantine, lo avrebbero descritto come un assassino. Quando il film si chiude, il misantropo è stato trasformato in un cittadino modello - qualcuno che affronta papponi, spacciatori e gangster per salvare una giovane ragazza» [1].

La scena più famosa del film è probabilmente quella in cui Travis fa pratica con la pistola davanti allo specchio ed inizia un monologo in cui si rivolge alla sua immagine riflessa: «Ma dici a me? Ma dici a me? ... Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui». Questa scena non era prevista nel copione, che indicava solo "Travis guarda in uno specchio", ma De Niro decise di aggiungere delle battute per calarsi nella personalità di Travis. A Scorsese piacque così tanto che decise di tenerla nel montaggio finale.

De Niro ha lavorato come tassista nei sei mesi antecedenti alle riprese, e ha studiato le malattie mentali.

In una scena in cui De Niro guida il taxi, si può notare per qualche istante l'insegna di un cinema su cui è scritto "The Texas Chainsaw Massacre" film di Tobe Hooper del 1974, uscito in Italia come Non aprite quella porta.


Citazioni e parodie

In Pulp Fiction,nell'episodio "L'orologio d'oro",durante il viaggio in taxi di Butch (Bruce Willis) si possono vedere delle inquadrature che riprendono Taxi driver (Tarantino ha così voluto omaggiare il suo film preferito).

Cinematografiche

La celebre scena del monologo di Robert De Niro davanti allo specchio è stata spesso citata e parodiata in numerose pellicole tra cui:

  • L'odio (Francia, 1995): Vinz (Vincent Cassel), dopo essere stato svegliato dall'amico Saïd (Saïd Taghmaoui) va in bagno e, davanti ad uno specchio, comincia a recitare il monologo di Robert de Niro, con le stesse esatte parole, in un chiaro omaggio/citazione di Taxi Driver.

Curiosità

  • Inizialmente Martin Scorsese scelse Dustin Hoffman per la parte di Travis Bickle, ma il piccolo grande uomo di Hollywood rifiutò e così la parte andò a De Niro
  • Quando nel film Iris si accinge a slacciare i pantaloni a un Travis riluttante, a recitare fu la sorella maggiore della Foster (allora diciannovenne), quasi sua sosia, per evitare la partecipazione di una minore a scene ad alto tasso di eccitazione sessuale.[2]
  • La MPAA impose al film di sfumare il colore della pellicola per evitare tonalità troppo accese che mettessero in risalto la violenza. Scorsese, inizialmente contrariato, fu positivamente sorpreso dell'effetto finale della correzione, che a suo parere rendeva ancora più scioccante la pellicola. [3]
  • Furono utilizzate dal regista modalità di ripresa alquanto innovative per l'epoca come quando Travis telefona e la telecamera si sposta al corridoio, o quando De Niro è nel deposito dei taxi e l'inquadratura smette di seguirlo per soffermarsi su altri particolari.
  • De Niro recitava parallelamente sia nel film di Scorsese sia in "Novecento" di Bertolucci, girato in Italia proprio nello stesso periodo.
  • Per immedesimarsi nel ruolo, Robert De Niro guidò veramente un taxi per le vie di New York.
  • È proprio Martin Scorsese ad interpretare la parte del marito che osserva sua moglie dal taxi di Travis. L'attore che doveva recitare quella parte fu costretto a rifiutare a causa di un infortunio.
  • Martin Scorsese si vede anche quando Betsy entra nell'ufficio, seduto vicino alle scale.

Note

  1. Critica del film su reelviews.net, disponibile qui; ultimo accesso il 22 marzo 2007.
  2. http://www.imdb.com/title/tt0075314/trivia
  3. http://www.imdb.com/title/tt0075314/trivia

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