La Piovra (miniserie televisiva)

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La Piovra
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Paese: Italia/Francia/Regno Unito/Germania
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Anno: 1984
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Formato: miniserie TV
Genere: drammatico
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Puntate/episodi: 6
Durata: 402 min (totale)
Lingua originale: italiano
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio:
Colore: colore
Audio:
Crediti
Regia: Damiano Damiani
Soggetto: Ennio De Concini
Sceneggiatura: Lucio Battistrada, Massimo De Rita, Nicola Badalucco
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Doppiaggio italiano: C.D.C.
Direttore del doppiaggio: Riccardo Cucciolla
Assistente al doppiaggio: Gabriella Bompiani
Fonico di mix: Walter Polini
Sonorizzazione: Doppiaggio Internazionale
Fotografia: Sebastiano Celeste
Montaggio: Enzo Meniconi
Musiche: Riz Ortolani
Scenografia: Diego Alchimede
Costumi: Marisa Crimi
Produttore esecutivo: Claudia Aloisi
Prima visione
Prima TV in italiano (gratuita)
dal: 11 marzo 1984
al: 19 marzo 1984
rete televisiva: Rai Uno
Opere audiovisive correlate
seguiti: La Piovra 2
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La Piovra è la prima miniserie televisiva della più celebre saga della fiction televisiva italiana, La Piovra.

Miniserie in sei puntate per la regia di Damiano Damiani, è andata in onda la prima volta in Italia dall'11 marzo 1984 su Rai Uno, di domenica e di lunedì alle 20,30.

La prima TV italiana con il passare delle puntate ha fatto registrare un'irresistibile ascesa di audience: dagli 8 milioni di telespettatori della prima puntata ai 15 della sesta.[1]

Indice

Trama

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Attenzione, da qui in poi questo articolo contiene spoiler.

In una città della Sicilia viene trovato assassinato il commissario Marineo, capo della squadra mobile della Polizia. Si pensa subito ad un delitto di mafia e le indagini vengono presto affidate al commissario Corrado Cattani (Michele Placido), che arriva da Milano, sotto consiglio e supervisione del professor Sebastiano Cannito (Jacques Dacqmine), suo maestro alla scuola di Polizia. Durante i primi sopralluoghi Cattani incontra un suo ex allievo, Leo De Maria (Massimo Bonetti), da tempo attivo in Sicilia, che lo accompagna al funerale della contessa Pecci Scialoja, morta suicida in circostanze misteriose, lasciando come unica erede una figlia, Titti (Barbara De Rossi), caduta nel dramma dell'eroina. La modalità dell'omicidio di Marineo, avvenuto la stessa notte del suicidio della contessa, costituisce il punto di partenza delle indagini. I sospetti cadono su Sante Cirinnà (Angelo Infanti), un noto trafficante di droga che tiene in pugno molti ragazzi tossicodipendenti. Cattani viene ben presto in contatto con l'alta società siciliana: banchieri, avvocati e politici lo accolgono nei loro ricevimenti, riservando a sua moglie Else (Nicole Jamet) e alla figlia Paola (Cariddi Nardulli) gentilezze ed attenzioni. Il commissario però, che in questi frangenti fa la conoscenza dell'avvocato Terrasini (Francois Perier) e della contessa Olga Camastra (Florinda Bolkan), nobildonna ricca e misteriosa, ostenta il suo distacco da ogni possibile coinvolgimento.

Con l'arrivo di Cattani, le indagini sul delitto Marineo subiscono un'impennata. Il commissario non si fida di nessuno e si insospettisce dello strano comportamento del collega Altero (Renato Mori). De Maria, intanto, scopre che il fratello della sua ragazza, un detenuto legato alla malavita, è in possesso di un'importante informazione che può servire per scoprire il nesso tra la morte di Marineo e quella della contessa Scialoja. Riesce a farsela rivelare, ma non fa in tempo a comunicarla a Cattani perché viene ucciso da un sicario di Cosa Nostra, in un bar, in pieno giorno. Cattani non si scoraggia e prosegue le indagini. Si reca da Titti Pecci Scialoja per ottenere informazioni sulla morte di sua madre e resta colpito dalla solitudine e dalla depressione della ragazza, che si innamora di lui.

Cattani non vive un periodo familiare felice, perché la moglie lo ha da poco tradito con un giornalista probabilmente legato alla mafia. Ma il radicato spirito di servizio viene prima di ogni altra cosa, ed il commissario non esita a sfruttare il sentimento di Titti per condurla a farsi raccontare la verità. La ragazza svela che Cirinnà ha ucciso nella stessa notte sua madre e Marineo, legati da una relazione, per vendicarsi con il commissario che non aveva voluto proteggere i suoi traffici di droga. E che, inducendola alla droga, l'aveva costretta a una relazione con lui, obbligandola anche a rivolgersi al vicecommissario Altero, grande amico di Marineo, per far insabbiare il caso.

Il commissario mette in pratica una strategia: per far ingelosire Cirinnà fa da cavaliere a Titti nelle feste dell'alta società, poi sfida direttamente il narcotrafficante nel suo autosalone promettendogli di mandarlo in galera. A Cirinnà non resta che ucciderlo, ma al momento dell'agguato capisce di essere finito in trappola: Cattani lo stava aspettando. Mentre è in cella dalle indagini emerge che l'avvocato Terrasini è al vertice della malavita locale ed è l'uomo più vicino alla "Cupola". Cattani, nel frattempo, si chiarisce con Altero, che diventa il suo più stretto collaboratore e le indagini arrivano ai collegamenti tra il denaro della droga, le banche locali e la pubblica amministrazione. Il commissario litiga con la moglie che intanto lo aveva tradito per questo decidono di allontanarsi, infatti fa partire per Milano la moglie e la figlia. Ma la bambina si oppone, a tal punto che Corrado decide di tenerla con sé. Un errore pagato caro. Paola infatti viene rapita da Cosa Nostra, che è passata al contrattacco. Cattani, per cercare di salvare la figlia, si sottomette ai voleri della mafia: fa scarcerare Cirinnà e chiude le indagini, tra il disappunto di Altero e di tutti quelli che credevano in lui.

La moglie Else, dalla Svizzera, non riesce a capire perché non riesce più a telefonare alla figlia e così, insospettita, torna in Sicilia, dove viene a conoscenza del sequestro. Poco dopo la bambina viene restituita ai genitori, ma il dramma è compiuto, perché durante il sequestro è stata violentata e ora è sprofondata in uno stato di grave choc, che le impedisce perfino di comunicare con il padre. I Cattani, sconvolti, decidono di lasciare per sempre la Sicilia e di trasferirsi definitivamente in Svizzera, dove Paola viene ricoverata in una clinica specializzata. Nel commissario, a questo punto, si riaccende un implacabile desiderio di vendetta. Così riparte per la Sicilia, deciso a sgominare l'intero sistema mafioso locale.

Curiosità

  • Quasi tutte le scene furono girate a Trapani.
  • Durante una scena che ha luogo in un cimitero viene mostrata la data di morte del vicecommissario Leo De Maria, ucciso al termine della prima puntata, che sarebbe avvenuta nel 1983. Però nel capitolo successivo (La Piovra 2) dalla data di morte che compare nella lapide della figlia del commissario Cattani, Paola, deceduta certamente in seguito alla morte di De Maria, il decesso della bambina risulta essere avvenuto nel 1981.

Note

  1. Aldo Grasso, Enciclopedia della televisione. Garzanti, 1996.

Voci correlate

Collegamenti esterni

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