Flaminia Jandolo

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Il padre, Mario, uno dei più noi anitiquari di via Margutta, muore tragicamente per una disattenzione quando Flaminia ha 14 anni. La madre, Caterina De Federici, donna di raffinata cultura cui D'Annunzio rivolge lettere di ammirazione, ha ereditato dai genitori, entrambi scultori, la propensione verso l'arte. Lo scrivere e il disegnare, che fino alla tragedia rappresentano momenti di evasione di una donna che vive serenamente le sue funzioni di moglie e di madre, diventano all'improvviso l'unico mezzo di sostentamento della famiglia<ref>G. Di Cola - "Le voci del tempo perduto", p. 350</ref>. L'elaborazione, con il pittore ungherese Amerigo Toth, di un progetto, poi fallito, su Pinnochio per realizzare il primo cartone animato di produzione italiana, porta Caterina a frequentare gli ambienti del cinema. Intanto scrive testi da recitare in rardio per le scuole, mentre collabora a riviste di poesia con il poeta romanesco Augusto Jandolo, suo zio, che ha lo studio in via Margutta dove la Titanus impianterà una sala di doppiaggio ancora operante. Lo zio poeta - che ha già spinto [[Paolo Stoppa]], nipote acquisito,  alla carriera di attore, attività sognata per sé - invita la piccola Flaminia ad affacciarsi nel mondo dello spettacolo. L'occasione si presenta quando è invitata in radio a leggere alcuni racconti per adolescenti scritti dalla madre. Guglielmo Morandi, sempre molto disponibile verso i giovani talenti, la invita a frequentare il corso di recitazione da lui diretto. Flaminia ha 17 anni. Le lezioni sono seguite anche da un giovane brillante, [[Alberto Piferi]], con il quale inizia una frequentazione sempre più stretta. Dal loro matrimonio, avvenuto nel 1953, nascono [[Susanna Piferi|Susanna]], [[Leonardo Piferi|Leonardo]], [[Caterina Piferi|Caterina]]. I primi due, seguendo le orme del padre, diventeranno dialoghisti e adattatori, mentre la più giovane diventerà assistente di doppiaggio.  
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Il padre, Mario, uno dei più noi anitiquari di via Margutta, muore tragicamente per una disattenzione quando Flaminia ha 14 anni. La madre, Caterina De Felici, donna di raffinata cultura cui D'Annunzio rivolge lettere di ammirazione, ha ereditato dai genitori, entrambi scultori, la propensione verso l'arte. Lo scrivere e il disegnare, che fino alla tragedia rappresentano momenti di evasione di una donna che vive serenamente le sue funzioni di moglie e di madre, diventano all'improvviso l'unico mezzo di sostentamento della famiglia<ref>G. Di Cola - "Le voci del tempo perduto", p. 350</ref>. L'elaborazione, con il pittore ungherese Amerigo Toth, di un progetto, poi fallito, su Pinnochio per realizzare il primo cartone animato di produzione italiana, porta Caterina a frequentare gli ambienti del cinema. Intanto scrive testi da recitare in rardio per le scuole, mentre collabora a riviste di poesia con il poeta romanesco Augusto Jandolo, suo zio, che ha lo studio in via Margutta dove la Titanus impianterà una sala di doppiaggio ancora operante. Lo zio poeta - che ha già spinto [[Paolo Stoppa]], nipote acquisito,  alla carriera di attore, attività sognata per sé - invita la piccola Flaminia ad affacciarsi nel mondo dello spettacolo. L'occasione si presenta quando è invitata in radio a leggere alcuni racconti per adolescenti scritti dalla madre. Guglielmo Morandi, sempre molto disponibile verso i giovani talenti, la invita a frequentare il corso di recitazione da lui diretto. Flaminia ha 17 anni. Le lezioni sono seguite anche da un giovane brillante, [[Alberto Piferi]], con il quale inizia una frequentazione sempre più stretta. Dal loro matrimonio, avvenuto nel 1953, nascono [[Susanna Piferi|Susanna]], [[Leonardo Piferi|Leonardo]], [[Caterina Piferi|Caterina]]. I primi due, seguendo le orme del padre, diventeranno dialoghisti e adattatori, mentre la più giovane diventerà assistente di doppiaggio.  
  
 
Morandi, che è anche direttore di doppiaggio della [[ODI]], introduce Flaminia nell'organizzazione, scegliendola come voce di Edmund (Edmund Meshke), il ragazzino di ''[[Germania anno zero]]'' di [[Roberto Rossellini]]. Nel film Karl Heinz (Franz Gruger), che ha la voce di [[Ivo Garrani]], è il fratello maggiore di Edmund/Jandolo: sarà Edmund a buttarsi tra le macerie di una spettrale Berlino. Flaminia diventa subito brava grazie ai consigli di [[Nella Maria Bonora]], [[Ubaldo Lay]], [[Ivo Garrani]], [[Guido Notari]], [[Mario Colli]].  
 
Morandi, che è anche direttore di doppiaggio della [[ODI]], introduce Flaminia nell'organizzazione, scegliendola come voce di Edmund (Edmund Meshke), il ragazzino di ''[[Germania anno zero]]'' di [[Roberto Rossellini]]. Nel film Karl Heinz (Franz Gruger), che ha la voce di [[Ivo Garrani]], è il fratello maggiore di Edmund/Jandolo: sarà Edmund a buttarsi tra le macerie di una spettrale Berlino. Flaminia diventa subito brava grazie ai consigli di [[Nella Maria Bonora]], [[Ubaldo Lay]], [[Ivo Garrani]], [[Guido Notari]], [[Mario Colli]].  

Versione delle 15:41, 2 nov 2011

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(Flaminia Jandolo doppia Dominique Michel nel film Il declino dell'impero americano, nel 1986 )

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Flaminia Jandolo

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Flaminia Jandolo (Livorno, 11 febbraio 1930) è un'attrice, doppiatrice e direttrice del doppiaggio italiana.


È stata sposata con il dialoghista Alberto Piferi; madre dei dialoghisti Leonardo e Susanna Piferi, e dell'assistente di doppiaggio Caterina Piferi.

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Il padre, Mario, uno dei più noi anitiquari di via Margutta, muore tragicamente per una disattenzione quando Flaminia ha 14 anni. La madre, Caterina De Felici, donna di raffinata cultura cui D'Annunzio rivolge lettere di ammirazione, ha ereditato dai genitori, entrambi scultori, la propensione verso l'arte. Lo scrivere e il disegnare, che fino alla tragedia rappresentano momenti di evasione di una donna che vive serenamente le sue funzioni di moglie e di madre, diventano all'improvviso l'unico mezzo di sostentamento della famiglia[1]. L'elaborazione, con il pittore ungherese Amerigo Toth, di un progetto, poi fallito, su Pinnochio per realizzare il primo cartone animato di produzione italiana, porta Caterina a frequentare gli ambienti del cinema. Intanto scrive testi da recitare in rardio per le scuole, mentre collabora a riviste di poesia con il poeta romanesco Augusto Jandolo, suo zio, che ha lo studio in via Margutta dove la Titanus impianterà una sala di doppiaggio ancora operante. Lo zio poeta - che ha già spinto Paolo Stoppa, nipote acquisito, alla carriera di attore, attività sognata per sé - invita la piccola Flaminia ad affacciarsi nel mondo dello spettacolo. L'occasione si presenta quando è invitata in radio a leggere alcuni racconti per adolescenti scritti dalla madre. Guglielmo Morandi, sempre molto disponibile verso i giovani talenti, la invita a frequentare il corso di recitazione da lui diretto. Flaminia ha 17 anni. Le lezioni sono seguite anche da un giovane brillante, Alberto Piferi, con il quale inizia una frequentazione sempre più stretta. Dal loro matrimonio, avvenuto nel 1953, nascono Susanna, Leonardo, Caterina. I primi due, seguendo le orme del padre, diventeranno dialoghisti e adattatori, mentre la più giovane diventerà assistente di doppiaggio.

Morandi, che è anche direttore di doppiaggio della ODI, introduce Flaminia nell'organizzazione, scegliendola come voce di Edmund (Edmund Meshke), il ragazzino di Germania anno zero di Roberto Rossellini. Nel film Karl Heinz (Franz Gruger), che ha la voce di Ivo Garrani, è il fratello maggiore di Edmund/Jandolo: sarà Edmund a buttarsi tra le macerie di una spettrale Berlino. Flaminia diventa subito brava grazie ai consigli di Nella Maria Bonora, Ubaldo Lay, Ivo Garrani, Guido Notari, Mario Colli. Nel 1951 doppia Luciana Bonfanti (Lucia) ne Le ragazze di Piazza di Spagns di Luciano Emmmer; e, in prestito alla ARS. Debbie Reynolds in Cantando sottto la pioggia.È chiamata da Franco Rossi - con cui sta girando il film Solo per te Lucia con Gilberto Mazzi e Ubaldo Lay - al provino per scegliere la voce di Guido Martufi, il piccolo ferroviere, ne I vitelloni di Federico Fellini. La sua voce, ancora utilizzata per un ragazzo, è scelta dallo stesso Fellini che per abitudine presiede a tutte le fasi della sincronizzazione, ritenendo il doppiaggio l'atto conclusivo e imprescindibile della creatività filmica[2].

Flaminia Jandolo, Massimo Turci e Franco Becchi in radio, nella Compagnia di prosa della Radio

Una breve parentesi teatrale con Marisa Mantovani, Sergio Fantoni e Silvio Noto in Maria di Obey prima di rituffarsi nel doppiaggio da cui trae il maggior divertimento. Flaminia si trasferisce nel 1953 in CDC dove perfezione ulteriormente la recitazione "in sinc" sotto la guida di Giulio Panicali e del cugino, Massimo Turci. Diretta da Giulio Panicali è la voce di Lilli in Lilli e il vagabondo di Walt Disney dove il vagabondo è Stefano Sibaldi, Gianni è Giuseppe Rinaldi, Whisky è Lauro Gazzolo, Boris è Luigi Pavese, Tesoro è Rosetta Calavetta, Gilda è Tina Lattanzi e Fido è Mario Besesti. La Jandolo è spesso impenata a prestare la voce nei film di Disney: in Bambi è la madre di Tamburino, in La bella addormentata nel bosco è Serenella, in La carica dei 101 è Peggy, in Cenerentola è Anastasia. Doppia Antonella Lualdi, Alessandra Panaro, Hope Lange, Joan Plowright, Rita Tushingham in Sapore di miele con Renato Turi (Robert Stephens) e Lydia SImoneschi (Dorah Bryan).

Doppia Jean Simmons in Gli anni dei ricordi, Felicia Farr in Duello tra le rocce, Zena Marchall in Agente 007 - Licenza di uccidere, Lorella De Luca in Poveri ma belli, Marisa Laurito in Pari e dispari. Nel '58, nella parte di Bice, gira con Gianni Puccini Carmela è una bambola, ma adesso è lei ad essere doppiata da Deddy Savagnone. Doppia Brigitte Bardot in Gli amori del chiaro di luna, Babette va alla guerra e in Piace a troppi (...e Dio creò la donna) quando esplode il prototipo di bellezza moderna fatta non più di capelli ingessati da una permanente alla settimana e da abiti di pailette luccicanti. Facendo emergere l'inquietudine interiore e il rifiuto di una morale imbalsamata attraverso una chioma bionda scarmigliata, la Bardot indossa pantaloni e magliette appiccicate ad un corpo stuzzicante che chiede di vivere liberamente la propria sessualità emancipata, candidamente, maliziosamente, spregiudicatamente[3]. È la storia di una bella ventenne, Giulietta, che finisce per sposare il timido Michel (Jean-Louis Trintignant, voce di Massimo Turci) preferendolo ad Antoine (Christian Marquand, voce di Pino Locchi), ma si fa circuire da un maturo e ricco signore, Carradine (Curd Jurgens, voce di Emilio Cigoli).

Indice

Doppiatrice

Cinema

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Film Cinema
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Film d'animazione

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Film TV

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Telefilm

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Soap Opera e Telenovelas

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Cartoni animati

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Cartoni animati
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Altre attività di doppiaggio

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Direzione del doppiaggio
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Attrice

Cinema

  • Carmela è una bambola (1958), regia di Gianni Puccini, nel ruolo di Bice, doppiata da Deddi Savagnone

Note

  1. G. Di Cola - "Le voci del tempo perduto", p. 350
  2. G. Di Cola - "Le voci del tempo perduto", p. 351
  3. ibidem


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