Django Unchained

Da Enciclopedia del Doppiaggio.it.


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Django Unchained (2012)
Django Unchained | USA
regia di Quentin Tarantino
165 min | colore | azione, western, drammatico
una produzione Reginald Hudlin, Pilar Savone, Stacey Sher, William Paul Clark
scritto da Quentin Tarantino

soggetto Quentin Tarantino
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Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
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Interpreti e personaggi
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Doppiatori italiani
Doppiatori italiani
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Doppiatori trailer
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Doppiaggio italiano: Technicolor spa
Direzione del doppiaggio: Carlo Cosolo
Adattamento dialoghi italiani: Carlo Cosolo
Assistente al doppiaggio: Andreina D'Andreis
Fonico di doppiaggio: Christian Murgia
Fonico di mix: Giovanni Pallotto
Sonorizzazione: Technicolor spa
Edizione italiana: {{{edizioneitaliana}}}
Supervisione artistica: {{{supervisioneartistica}}}
Sincronizzazione: {{{sincronizzazione}}}
Fotografia di Robert Richardson
Musiche di Mary Ramos, Ennio Morricone
Effetti speciali a cura di '
Montaggio di Fred Raskin
Scenografie a cura di J. Michael Riva
Premi:
Fotografia di {{{nomefotografo}}}
Musiche di {{{nomemusicista}}}
Effetti speciali a cura di {{{nomeeffettispeciali}}}
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Premi:
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« Scusate, non ho saputo resistere. »
( Dr. King Schultz)

Django Unchained è un film del 2012 scritto e diretto da Quentin Tarantino, con protagonisti Jamie Foxx, Leonardo DiCaprio, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson e Kerry Washington. È un omaggio al film del 1966 Django diretto da Sergio Corbucci[1] e interpretato da Franco Nero, che in questo film interpreta un cameo. Con i suoi 165 minuti di durata complessiva, è il film più lungo diretto da Tarantino.[2]

Indice

Trama

1858, da qualche parte nel Texas. Django, uno schiavo nero, viene venduto da dei mercanti di schiavi, i fratelli Speck, salvo poi eliminarli una volta ottenuta la firma dell'atto di vendita, al dottor King Schultz, un cacciatore di taglie originario della Germania che fino a quattro anni prima lavorava come dentista. L'uomo ha bisogno di lui per riconoscere i fratelli Brittle, dei fuorilegge che sta cercando, garantendo in cambio allo schiavo la libertà e una ricompensa. Durante il viaggio e l'uccisione dei tre fuorilegge, i due fanno amicizia e Schultz scopre che Django, una volta libero, vuole ritrovare la moglie Broomhilda, da cui è stato separato alla piantagione dove lavorava precedentemente. Il dottore, avendo notato anche un talento naturale con le armi da fuoco nel compare e affascinato dalla sua storia, gli propone di fare coppia per l'inverno e di aiutarlo poi in primavera a trovare la moglie.

Con lo sciogliersi delle nevi, Schultz scopre che Broomhilda è stata venduta a Calvin Candie, uno dei più ricchi latifondisti del Mississippi. Per avere la certezza che l'uomo venda loro la donna, elaborano un piano: si fingono due negrieri in cerca di lottatori mandingo. Schultz approfitta della visita a Candyland, la sontuosa residenza di Candie, per parlare con Broomhilda, con la scusa che lui abbia voglia di parlare in tedesco, che la donna conosce, e metterla al corrente dei suoi piani....

Citazioni

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Attenzione, da qui in poi questo articolo contiene spoiler.

  • Il film si apre con la stessa traccia e gli stessi caratteri tipografici dei titoli di testa del Django originale di Sergio Corbucci.
  • La scena iniziale ricorda l'inizio del film Spartacus di Stanley Kubrick.
  • Fritz, il cavallo del dottor Schultz, ha la particolarità di nitrire ogni volta che il dottore lo presenta, dicendo il suo nome. Si tratta di una citazione del film Frankenstein Junior, dove ogni volta che Frau Blücher veniva nominata, si udivano dei nitriti in lontananza.
  • Possibile citazione anche di "Django 2", tardissimo sequel di "Django" diretto da Nello Rossati nel 1987 ed interpretato sempre da Franco Nero (con Donald Pleasence e Christopher Connelly). In questo film, infatti, Django deve liberare sua figlia rapita dallo schiavista ungherese Orlowsky, che trasporta schiavi da far lavorare nella sua miniera.
  • Ascoltando Beethoven, il Dr. Schultz ha dei flashbacks di violenza che lo fanno agitare, altro riferimento ad un film di Stanley Kubrick, in questo caso Arancia meccanica.
  • La frase pronunciata alla fine da Samuel L. Jackson, interrotta dall'esplosione della dinamite, è un omaggio al finale de Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone.
  • La scena in cui Django torna cavalcando a Candyland, senza sella e con un fucile in mano, è un omaggio ad una scena del film Navajo Joe di Sergio Corbucci.
  • Poco prima dell'arrivo a Candyland, i protagonisti e l’antagonista si fermano alla capanna dei guardiani del campo. Il guardiano che esce dalla porta della capanna e fissa Django a cavallo, poggiando la mano sulla staccionata, è Ted Neeley, che impersona Gesù nell'originale Jesus Christ Superstar.
  • La parte del film ambientata in inverno che vede protagonisti Django e il Dr. King Schultz, e che si conclude con una didascalia che descrive il lasso temporale trascorso, è un omaggio a Sentieri selvaggi, film di John Ford con John Wayne.
  • La didascalia a tutto schermo che segna l'arrivo in Mississippi, con scorrimento da destra verso sinistra, è un omaggio a Via col vento, dato che il titolo del film appare in maniera del tutto analoga alla scritta "Mississippi".
  • La scena del film ambientata in inverno, con Django che si allena a sparare contro il pupazzo di neve, è un chiaro omaggio al film I giorni dell'ira di Tonino Valerii (la stessa traccia musicale è tratta dai titoli di testa di questo film). Anche il contesto è molto simile: nel film di Valerii il personaggio di Frank Talby, interpretato da Lee Van Cleef, impartisce ad un inesperto Giuliano Gemma (il giovane Scott) alcune lezioni per diventare un buon pistolero.
  • La scena in cui Broomhilda viene frustata richiama la sequenza in cui, nello Django di Corbucci, Maria (Loredana Nusciak) viene frustata dai messicani.
  • La scena in cui Quentin Tarantino salta per aria in seguito ad un'esplosione di dinamite è un chiaro omaggio ad una delle scene iniziali di Giù la testa quando il complice di Rod Steiger muore nello stesso modo testando della nitroglicerina.
  • Nella scena finale prima dell'esplosione di Candyland Broomilda si tappa le orecchie esattamente come Rod Steiger nel film di Sergio Leone Giù la testa quando Sean, il bombarolo irlandese, fa saltare in aria il ponte dove poco prima si era rifugiato l'esercito messicano.
  • Franco Nero, il protagonista del Django originale di Sergio Corbucci, appare in questo film come Amerigo Vassepi, uno schiavista che incontra Django ad uno scontro fra afroamericani. Franco Nero chiede a Jamie Foxx quale fosse il suo nome e Foxx gli risponde: "Django. D-J-A-N-G-O. La D è muta" e Nero risponde: "Lo so", come a simboleggiare la sua familiarità col personaggio. Si tratta di un chiaro omaggio al film originale, tant'è che una delle prime scelte fatte da Tarantino scrivendo il film è stata quella di chiamare Franco Nero per questo cameo, in quanto profondamente affezionato (e ispirato) dal film di Corbucci e dal personaggio di Django. Nell'edizione italiana, il suo personaggio è doppiato dallo stesso Nero. Nell'edizione in lingua originale Franco Nero recita in italiano tranne durante il dialogo con Django, in cui parla in inglese.
  • In una breve sequenza, Django porta la propria sella in spalla, come il Django originale all'inizio del film di Corbucci e come Terence Hill in una sequenza del film Il mio nome è nessuno.
  • Django ed il Dr.Schultz nella prima parte del film vanno a caccia dei tre fratelli Brittle proprio come il protagonista di Lo chiamavano King: John Marley, detto King, è infatti un cacciatore di taglie che insegue i tre fratelli Benson, fuorilegge implicati in un traffico di armi. King é anche il nome con cui si fa chiamare il Dr. Schulz.
  • La scena del combattimento fra Mandingo, precisamente nel momento in cui un combattente strappa l'occhio all'altro, oltre ad essere un'autocitazione a Kill Bill Vol. 2, è anche una citazione al film The Killer di John Woo.
  • La scena in cui il Dr. King Schultz spara a Calvin Candie proprio sul fiore all'occhiello della giacca è un chiaro riferimento alla scena del duello tra Tony Musante e Jack Palance nel Il mercenario di Sergio Corbucci. Anche il suo modo di morire è una citazione: Candie infatti cade poggiandosi sul mappamondo, come Peter Sellers nel ruolo di Clouseau in La Pantera Rosa di Blake Edwards.
  • La sciarpa rossa indossata come una bandana dalla donna con gli scagnozzi di Calvin Candie è la stessa che indossano gli sgherri del Gen. Hugo Rodriguez in Django del 1966.
  • Nella prima scena, nella cittadina che si scandalizza per Django che monta un cavallo, si vede chiaramente la testa di Jamie Foxx passare tramite un gioco di prospettiva dentro un cappio, omaggio al finale de Il buono, il brutto e il cattivo, quando vi è la stessa inquadratura della testa di Eli Wallach dentro un cappio da impiccato.
  • Una palese citazione al capolavoro di Martin Scorsese Taxi Driver (che Tarantino ha affermato più volte di amare) è la pistola del Dottor King Schultz, la quale esce dalla manica di Waltz esattamente come quella di Travis Bickle, per poi commettere il primo omicidio nello stesso identico modo: Schultz spara all'intestino dello sceriffo ferendolo gravemente (ma non uccidendolo), esattamente come avviene fra Travis e Sport nel film di Scorsese. Altro riferimento alla scena finale del medesimo film, è l'inquadratura delle pareti insanguinate alla fine del conflitto a fuoco.
  • Il nome del personaggio interpretato da Don Johnson è Spencer "Big Daddy" Bennet. Il nome è un omaggio al personaggio interpretato da Tomas Milian in Faccia a faccia, ovvero Solomon "Bouregard" Bennet. Altra citazione è presente nella scena seguente all'uccisione dei fratelli Brittle da parte di Django e del dottor Shultz, dove vediamo Big Daddy appoggiare il fucile alla spalla. È la stessa posa che Gianni Garko assume in tutti e quattro i film del ciclo di Sartana, in quanto il suo personaggio è solito camminare tenendo il winchester in modo analogo. Inoltre, sia Big Daddy che Sartana hanno caratteristiche comuni nel modo di vestire: infatti entrambi portano un cravattino (Big Daddy ne porta uno nero, mentre Sartana ne porta uno rosso) e i loro abiti sono monocromatici (mentre Sartana si vestiva completamente di nero, Big Daddy indossa solo abiti bianchi).
  • La piccola pistola utilizzata dal Dottor Schultz è dello stesso modello di quella usata da Lee Van Cleef in Per qualche dollaro in più nel duello contro Klaus Kinski. Infatti, anche il colonnello Mortimer (Lee Van Cleef) ha una mini-pistola nascosta nella manica destra, che estrae velocemente per freddare l'avversario.
  • Il personaggio di Calvin Candie (interpretato da Leonardo DiCaprio), durante la cena con Django (Jamie Foxx) e il Dr. King Schultz (Christoph Waltz), per decidere le trattative d'acquisto di uno dei suoi migliori schiavi, si fa portare uno scrigno contenente un teschio; Calvin lo taglierà con una sega esponendo le sue tesi razziste sulla capacità cranica delle razze inferiori. È un'esplicita citazione da Addio zio Tom di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi. Nel film dei due registi italiani infatti, le stesse tesi, legate alle ricerche di Samuel A. Cartwright, vengono ricostruite in una sequenza che racconta in forma drammatizzata le idee e la prassi di Cartwright[3]
  • Il nome del saloon è Minnesota Clay: ha lo stesso nome di un'altra pellicola di Sergio Corbucci.
  • Le acrobazie che Django fa compiere al cavallo nel finale del film sono un omaggio a Lo chiamavano Trinità..., del quale contestualmente è ripreso il tema principale che accompagna il finale e i titoli di coda. Un'altra chiara citazione dello stesso film si può ritrovare nello sceriffo che il Dottor Shultz uccide nella prima città il quale era un ladro di bestiame sulla cui testa pendeva una taglia di 200 dollari: anche Bambino (interpretato nel film da Bud Spencer) ricopriva la carica di sceriffo ed era un ladro di bestiame.
  • Quando stanno per giungere a Candyland Candie, il dottor Schultz, Django e gli scagnozzi di Candie attraversano un viale alberato che è un riferimento a Via col vento poiché è presente un viale molto simile.
  • La guardia del corpo di Candie, Butch, ha una doppietta a canne mozze che tiene appoggiata alla spalla quando cammina. È una posa che ricorda molto quella di Franco Nero in Keoma, di Enzo G. Castellari. Infatti, anche Keoma ha una doppietta a canne mozze che, quando è a cavallo, porta appoggiata alla spalla. Inoltre Butch è anche il nome di uno dei tre principali antagonisti del film.
  • Nella prima scena, in cui il Dr. King Schultz uccide i due fratelli mercanti di neri, il fratello che non muore subito implora gli schiavi di portarlo a El paso da un dottore. El paso è il posto dove si trovava la banca che El indio, personaggio del film Per qualche dollaro in più di Sergio Leone, voleva rapinare. Inoltre è anche il posto dove Beatrix Kiddo, in Kill Bill vol. 1, doveva sposarsi.
  • L'ombra di Django quando apre la porta per liberare la moglie è simile all'ombra di Clint Eastwood nei film di Sergio Leone.
  • La scena in cui il Dr. Schultz (Christoph Waltz) utilizza la dinamite per far saltare in aria Big Daddy (Don Johnson) e i suoi seguaci, è un omaggio al film di Sergio Leone e Tonino Valerii Il mio nome è nessuno; infatti Jack Beauregard (Henry Fonda) fa saltare in aria in un modo analogo i componenti del Mucchio Selvaggio. Inoltre, sia gli occhiali del dottore, sia il mirino del fucile sono molto simili a quelli di Jack Beauregard. Inoltre, la carroza che salta in aria è un ennesimo omaggio a Giù la testa, sempre di Sergio Leone.
  • La scena in cui il mandingo viene dilaniato dai cani, è un chiaro riferimento alla scena iniziale del film "Le colt cantarono la morte e fu... tempo di massacro" di Lucio Fulci.
  • Il dr. Schultz fischietta la colonna sonora del film "Django" di Sergio Corbucci mentre sostituisce il denaro contenuto nel dente, con la dinamite.
  • Broomhilda assume il cognome della sua proprietaria tedesca, Von Shaft. Chiaro riferimento al più classico dei film Blaxploitation "Shaft" con la colonna sonora e interpretazione di Isaac Hayes.
  • La pelliccia che indossa il dr. Schultz è simile a quella indossata dal cacciatore di taglie Tigrero (Klaus Kinski) nel film "Il grande silenzio" di Sergio Corbucci.
  • Le scene invernali con i cavalli che attraversano con difficoltà la neve alta, sono un riferimanto al film "Il grande silenzio" di Sergio Corbucci.

Riferimenti ad altri film di Quentin Tarantino

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Attenzione, da qui in poi questo articolo contiene spoiler.

Nel film vi sono vari riferimenti ad altri film di Quentin Tarantino, come ad esempio:

  • In ben due occasioni, nel corso del film, viene riproposto il celebre movimento circolare di camera che apre Le iene: sia nella scena in cui Mr. Candie sostiene che Django sia "un nero su 10.000" e sia nella scena in cui Django convince gli impiegati della ditta mineraria a liberarlo.
  • Il classico stallo alla messicana, che nel film si trova verso la fine, quando il Dottor Schultz non vuole dare la mano a Mr. Candie, si trova anche ne Le iene, in Una vita al massimo, in Pulp fiction e in Bastardi senza gloria.
  • Il modo in cui il Dottor King Schultz si tocca i baffi è un chiaro riferimento a Kill Bill vol. 2 in quanto anche il maestro Pai Mei ha uno strano modo di "aggiustarsi" il pizzetto.
  • Come in Pulp Fiction e in altre pellicole del regista, i protagonisti "entrano nei personaggi".
  • Vi è un'inquadratura sulla testa di Samuel L. Jackson seduto su una poltrona identica a quella dello stesso attore in Jackie Brown, quando nel finale telefona a Robert Forster.
  • Un riferimento a Kill Bill vol. 2 è presente nel momento in cui, nella scena della lotta dei Mandingo, uno cava gli occhi dell'altro: la stessa cosa avviene quando Beatrix Kiddo (Uma Thurman) cava l'unico occhio rimanente di Elle Driver (Daryl Hannah).
  • Un ulteriore riferimento a Bastardi senza gloria è l'esclamazione del Dottor King Schultz prima di far esplodere il suo carro e far disperdere il Ku Klux Klan "auf wiedersehen", usato nel film precedente da Hugo Stiglitz proprio prima di sparare ad un ufficiale tedesco.
  • Il nome del Dottor King Schultz (Christoph Waltz) è un ulteriore riferimento a Kill Bill in cui la lapide con la quale viene seppellita viva la protagonista è Paula Schultz.
  • Quando gli uomini di Candie entrano in casa dal piano superiore, prima che Django venga catturato, si può notare come la scena ricordi l'ingresso nella "Casa delle foglie blu" degli "88 folli" in Kill Bill Vol. 1 .
  • Quando Django si arrende agli uomini di Candie, un attimo dopo la sparatoria in cui il dott. Schultz perde la vita, il tipo di inquadratura che riprende numerosi cadaveri dall'alto ricorda molto Kill Bill vol. 1 quando gli sceriffi indagano sullo sterminio di El Paso.
  • La scena della sparatoria dal punto in cui il dott. Schultz viene ucciso fino a prima che Django si arrenda è un chiaro riferimento all'analoga scena presente in Una vita al massimo.
  • Ulteriore riferimento a Kill Bill è la frase che Django rivolge a Stephen intimandogli di non andarsene, proprio come fa La Sposa dopo aver ucciso gli 88 folli "tu no, Sophie".
  • Il nome del personaggio Curtis Carrucan appare anche nel libro che legge Esteban Vihaio nell'ultimo capitolo di Kill Bill vol. 2 , intitolato The Carrucan's of Kurrajon.
  • In una parte della scena iniziale, mentre scorrono i titoli di testa, l'inquadratura insiste sul profilo di Django; la stessa tecnica fu adottata in Jackie Brown, mostrando il profilo della protagonista del film.
  • Come in Bastardi senza gloria, anche in Django Unchained una delle scene finali prevede l'esplosione di un edificio. Nel primo film si tratta del cinema gestito da Shoshanna, nel secondo della residenza di Calvin Candie.
  • Il Dottor Schultz (Christoph Waltz) chiede a Broomhilda di parlare tedesco, riferimento alla scena iniziale di Bastardi senza gloria, quando Hans Landa chiede a Perrier LaPadite di parlare inglese con il fine di non far intendere il contenuto del discorso. Inoltre, nella stessa scena di Bastardi senza gloria è possibile ascoltare il motivo di Beethoven che in Django suona Lara Lee Candie, sorella di Calvin, durante la stipulazione del contratto.
  • Nel momento in cui Django e il dr. Schultz verificano l'archivio per cercare Broomhilda, è possibile apprezzare l'inquadratura tipica della colazione tra Vincent e Jules in Pulp Fiction.
  • Nella scena finale Django spara nel ginocchio a Stephen, riferimento sia alle iene, Mr. White informa Mr. Orange che la pancia è insieme al ginocchio il punto che provoca più dolore se si è colpiti, sia a Kill Bill, in cui Bill dice la stessa cosa a Beatrix, prima di spararle il siero della verità nel ginocchio.
  • Durante la cena con Django e il dr. Schultz Mr Candie (Leonardo Di Caprio) mima con le dita il numero "tre", chiaro riferimento alla scena nello scantinato di Inglorious Basterds, quando il militare inglese travestito da nazista con tale gesto si fa smascherare dai tedeschi
  • La scena in cui Broomhilda viene rinchiusa nella capanna dei guardiani del campo dopo che Django viene smascherato è la stessa in Pulp Fiction dove Marcellus Wallace viene legato per essere sodomizzato da Maynard e Zed: la telecamera esce dalla stanza e alla chiusura della porta la colonna sonora si interrompe.
  • La scena in cui il dottor Schultz racconta a Django la leggenda di una donna dal nome di sua moglie, Broomhilda, è un chiaro rimando a una scena di Kill Bill vol. 2, nella quale Bill racconta a Beatrix la storia di Pai Mei: come Bill e Beatrix, anche Django e King Schultz sono seduti per terra attorno a un fuoco.
  • Seppure in maniera molto minore rispetto alle sue precedenti pellicole, anche in questo film il regista ha voluto inserire un inquadratura in primo piano di piedi nudi femminili: quelli di Broomhilda, esattamente quando, alla fine del film, Django libera sua moglie che è distesa sul letto.
  • Nel poster "Wanted" (l'espediente che Django utilizza nelle ultime scene del film per essere liberato) possiamo leggere il nome di Crazy Craig Koons. Lo stesso cognome del Capitano Koons interpretato da Christopher Walken in Pulp Fiction.

Note

  1. «Arriva "Django" di Quentin Tarantino, omaggio a Sergio Corbucci». Huffington Post, 2 dicembre 2012. URL consultato in data 21 gennaio 2013.
  2. Andrea Bedeschi. «Django Unchained sarà il film più lungo di Quentin Tarantino!». badtaste.it, 2 dicembre 2012. URL consultato in data 21 gennaio 2013.
  3. Michele Faggi. «Django Unchained: Quali menzogne sono vere?». indie-eye.it, 19 gennaio 2013. URL consultato in data 19 gennaio 2013.

Collegamenti esterni

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